martedì 8 giugno 2010

La fine della scuola

Robert Doisneau
Se sei una maestra di arte e immagine nella scuola primaria e sei alle prese con l'ultima lezione dell'anno, non puoi pensare di spiegare i compiti delle vacanze, sistemare le cartellette e basta. Devi far fare anche qualche cosa di divertente! Se per tua sfortuna il cortile della scuola è inagibile e quindi non si può scendere a giocare, l'unica altra alternativa che hai è concedere quello che per tutto l'anno è stato il sogno di ogni bambino: fare un disegno libero.
Però siccome vuoi trovare uno scopo pure agli ultimi venti minuti di lezione, ti viene la bella idea di dire: "bambini, disegnate quello che volete ma poi i vostri lavori li ritiro io: scrivete dietro quale lavoro vi è piaciuto di più durante l'anno o quale è il vostro desiderio per il prossimo anno, così magari riesco ad accontentarvi".


Qualcuno ha risposto in maniera molto precisa ("il mio desiderio è se l'anno prossimo facciamo un quadro nuovo di Matisse", "cara maestra Chiara io vorrei fare un bosco con la carta velina, i fiori, l'erba e i sassi"), qualcuno mi ha fatto fare qualche scongiuro ("cara maestra vorrei che il prossimo anno facciamo Il Faraone o lo spazio e spero che ci rivediamo").

C'è chi ha frainteso la mia richiesta ("Per Chiara ti voglio bene. Il mio desiderio è fare la parrucchiera") e chi ha proposto attività inconsuete ("io spero che l'anno prossimo si usa in arte la piuma perchè sarebbe una bella esperienza e poi mi piace tantissimissimo e ancora di più").

C'è chi mi ha commosso per il suo altruismo ("cara maestra quest'anno è stato molto bello per l'anno prossimo vorrei fare di nuovo gli animali, ma accontenta anche gli altri"), chi mi ha commosso e basta ("cara maestra Chiara mi piace tanto far le gite con te e spero che l'anno prossimo ne facciamo molte"), chi mi ha fatto pensare che la grammatica non è tutto ("io voglio bene ha tutti, soprattutto ha te perchè ci fai fare tanti bei lavoretti").

 Santa Chiara, Assisi

Ma il meglio del meglio è il commento di una bambina di quarta, che mi ha scritto lapidaria:
"Chiara come faccia non assomigli per niente a santa Chiara e come carattere neanche".
Poi mi ha disegnato un cuore.
Ho riso fino alle lacrime; e tutto sommato mi sa che è quella che ha scritto la cosa più vera.

Giovedì ripeto l'esperimento nelle altre due classi in cui avrò ancora lezione.
State in campana.

Chiara

4 commenti:

  1. ...semplicemente straordinario...
    ti lascio con una frase di Fabio Volo che mi sembra significativa a proposito: "E impari quanto sia bella e grandiosa la semplicità"...
    grande Chiara!!

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  2. Chiara i tuoi posto sulla scuola sono fantastici! Li leggo sempre... Brava... Sara Bu

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  3. Grazie Saretta!

    In effetti a scuola per la maggior parte del tempo o grido... o rido!

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