lunedì 22 febbraio 2010

Una giornata varesina, ovvero del chiamare le cose con il proprio nome


Dan Flavin a Villa Panza

Stamattina ho portato una classe di seconda media al Sacro Monte di Varese: nevicava e non era semplicissimo nè mantenere la concentrazione nè stare in piedi. Tra una cappella e l'altra volavano palle di neve e si discuteva sui cinque punti di vantaggio dell'Inter, ma di fronte alle cappelle i ragazzi sono stati stranamente attenti ed erano molto incuriositi. Arrivati alla quinta, quella della Disputa di Gesù tra i dottori, cercavo di far notare le espressioni del volto e le posizioni del corpo delle statue: volevo che si ragionasse sugli strumenti  che lo scultore possiede per comunicare con la sua opera. 
Il dialogo è stato il seguente.
Io: "ragazzi, secondo voi cosa stanno pensando i dottori di quello che sta dicendo Gesù?"
Ragazzo A: "Stanno pensando che sta dicendo un sacco di fregnacce."
Prof: "ma che linguaggio, non puoi esprimere lo stesso concetto con altre parole?"
Ragazzo A: "ma prof, non ha visto che facce?!?!? Va bè, i dottori non sono d'accordo con quello che Gesù sta dicendo."

Oggi pomeriggio sono andata con Elisabetta a Villa Panza per un incontro per le insegnanti; si parlava di un progetto di musica, ma alla fine si è fatto un brevissimo giro della villa, visitando in particolare le stanze dove sono installati i neon di Dan Flavin.
Ero vicino ad una maestra, che già di fronte alle opere del piano inferiore aveva pronunciato con grande originalità la famosa frase: "li sapevo fare anche io".
Il ragazzo che accompagnava nel percorso ha speso due parole per inquadrare Flavin, celebrandolo come "autore internazionale". La simpatica maestra di fianco a me ha voluto a tutti i costi dire la sua, proprio non ce l'ha fatta a trattenere il suo stupore.
Ha detto, udite udite: "però... ha avuto fiuto... quattro lampade..."

Ecco, Elisabetta ed io abbiamo evitato di guardarci e ci siamo rintanate nelle nostre rispettive sciarpe; però penso che a volte bisognerebbe dire ad alta voce che non si è d'accordo, o meglio che non se ne può più di sentire certe fregnacce.

Chiara

2 commenti:

  1. Chiara non temere, non tutti godono di sensibilità artistica essa è un dono ricordatelo!

    In quanto a Flavin non ci son parole dico solo che pochissimi sanno creare emozione con nulla! è un grandissimo!

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